L’arte-tecnologica; arte- digitale / digital-art

Da diversi decenni l’arte moderna e contemporanea viene sistematicamente coinvolta dalle innovazioni tecnologiche, praticando nuove realtà espressive con caratteristiche digitali che comportano inevitabilmente una manipolazione della realtà.  L’input creativo può nascere da una fotografia contemporanea, da scenari  fantastici, oppure da un qualsiasi intervento di grafica-digitale. L’ingresso tecnologico non  ha contribuito a potenziare solo le arti figurative, ma senza esclusione di colpi ha coinvolto  la totalità delle espressioni multimediali, coinvolgendo i creativi pubblicitari, cinematografi, stilisti, musicisti e  progettisti vari. Gradualmente i disegni digitali sono diventate indispensabili per i diversi operatori, nella stessa maniera che lo sono i corrispondenti aggiornamenti che sono diventati sempre più frequenti, anche attraverso le innumerevoli app (applicazioni).

L’espressività dell’arte-moderna-contemporanea

Indipendentemente dall ’utilizzo tecnologico, l’elemento  indispensabile è la creatività espressiva che ha caratterizzato l’intero cammino dell’arte, sia quando le arti visive erano circoscritte all’architettura,la pittura e la scultura e sia quando dalla fine del settecento in poi sono state aggiunte;la fotografia, la cinematografia,la video-arte, la body-art, la land-art  e l’insieme delle arti tecnologiche-computerizzate. L’accettazione e la comprensione di opere digitali risulta essere di facile condivisione perché  il diffondersi di elementari competenze grafiche-digitali  e l’utilizzo di semplici software, quasi sempre gratis, ha facilitato la pratica espressiva digitale alla portata di tutti, anche se complessivamente il tutto si riduce a diverse decorazioni , lievi ritocchi o umoristiche caricature.

La diffusione della creatività grafica-digitale

Attualmente anche con un smartphone ricco di app è possibile sviluppare la propria creatività grafica-digitale usata prevalentemente per la comunicazione visiva dei social-media.L’ausilio della tecnologia computerizzata applicata alla creatività visiva ha generato diverse denominazioni per meglio identificare la moltitudine di personalizzazioni applicative che molto spesso per lo sviluppo parallelo risulta pressoché difficile stabilire un preciso ordine cronologico ma globalmente si possono accumulare in;  new media art – computer artarte virtuale – arte immateriale – arte interattiva, arte – telematica – arte multimediale, digital painting  –  net art .

 

 

 

 

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     esposizioni di arte Digitale  di Pasquale Petrucci

Composizioni digitali che risultano essere in prevalenza opere che  su invito hanno partecipato a concorsi, collettive, esposizioni a tema. L’esecuzione è stata completamente digitale con un input fotografico e con una successiva manipolazione compositiva e cromatica.

tutte le esposizioni di arte contemporanea

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arte-moderna-e-contemporanea la fotografia-informale

la fotografia-informale

Il precedente progetto espositivo, denominato “realismo contemporaneo” è stato suddiviso   in  tre workshop. Il risultato è stato racchiuso con  composizioni appartenenti a una enigmatica dimensione della realtà che successivamente con il quarto workshop

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fotografia-informale-04 / per la descrizione vedi la-pagina-fotografia-e-arte-contemporanea

è diventata di tipo informale materico, con valori espressivi corrispondenti all’ arte-contemporanea. L’interesse visivo  dell’artista fotografo ha focalizzato i residui cromatici di vecchi graffiti metropolitani invecchiati con interventi-espressivi-visivi di diverse tematiche, sbianchiti e in parte cancellati con colori sbiaditi, spenti, in parte scoloriti, per poi essere ricoperti da altri graffiti che l’usura del tempo ha di nuovo scoloriti, ma con la presenza di  una arte materica contemporanea. Molto spesso si verificano delle sovrapposizioni espressive con caratteristiche diverse infatti anche se involontariamente si intersecano; i graffiti – caratterizzati prevalentemente

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da scritte qualche volta circoscritte con la  personalizzazione di una originale firma, con i murales – caratterizzati soprattutto da interventi cromatici con accoppiamenti di colori vivaci, vistosi,accesi e con tematiche festose, fantastiche, fiabesche,umoristiche.Il prodotto fotografico-artistico raccolto fa rilevare  l’annullamento di una qualsiasi forma o sagoma prestabilita e la liberalizzazione, senza una convenzionale impostazione compositiva, un insieme di segni,linee,scritte e macchie di colore che si intersecano senza specifici confini compositivi, con un segno espressivo e con un gesto spontaneo.Il tutto riesce a trasportare la memoria visiva ai capolavori della pittura informale.Infatti tecnicamente sono interventi cromatici con segni che non delineano un confine con il restante residuo cromatico, contribuendo a potenziare immagini libere di spaziare in un contesto metropolitano.

Petrucci pasquale

La ricerca fotografica

La ricerca fotografica di rilievi con forme materiche-cromatiche presenti in svariati punti del territorio rende chiara la mappa-visiva-museale di riferimento per una iconografia informale-materica.

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fotografia-informale-19 / per la descrizione vedi la-pagina-fotografia-e-arte-contemporanea

L’attenzione è attratta anche da soggetti polimaterici  con particolari venature, screpolature, lesioni, buchi, rilievi irregolari e inevitabilmente l’esecuzione fotografica tende a concretizzare il valore informale-materico che emerge. Le fotografie-informali-materiche hanno completato un primo ciclo-visivo attualmente in esposizionedi arte contemporanea online del presente laboratorio-di-arte-visiva.

creative art workshop contemporary realism

creative workshop Contemporary Realism

 

Il progetto mostra di arte-contemporanea, con l’esposizione di fotografie- artistiche,  denominato “realismo contemporaneo” sostanzialmente è formato  da  scene urbane che appartengono alla nostra quotidianità, assemblate con disinvoltura dalla mano dell’uomo, dalle situazioni atmosferiche, o dalla usura del tempo. Non prevalgono particolari preferenze compositive, l’interesse visivo viene attratto indifferentemente da elementi naturali, urbanistici, strutturali o da qualsiasi forma che per particolari caratteristiche modulari riesce a  sviluppare una piacevole armonia estetica. L’unica presenza volutamente esclusa è la figura umana. Molto probabilmente è questa esclusione che involontariamente rendono a queste composizione un senso metafisico dove regna la staticità  con una atmosfera silenziosa. Il tutto sembra appartenere ad una enigmatica dimensione della realtà che abitualmente viviamo nella  giornaliera quotidianità .

La tecnica                                                                              Fotografia-e-arte-contemporanea

Le uniche manipolazioni   apportate riguardano esclusivamente l’alterazione  tecnica del contrasto e della luminosità ulteriormente evidenziato con le esaltazioni delle ombre e delle luci. Attraverso le diverse composizioni-fotografate si evidenzia una reale iconografia-estetica che anagraficamente appartiene al paesaggio urbano.  Complessivamente si tratta di rilevare i valori espressivi che emergono nelle spontanee composizioni urbanistiche che contribuiscono ad identificare meglio la nostra odierna convivenza con il paesaggio urbano. La cronaca fotografica si sviluppa attraverso i vicoli della città in prossimità di spazi isolati dalla centralità cittadina. Molto spesso è anche la natura che con generosità offre inedite composizioni contemporanee. Ma il migliore sostegno sistematicamente  viene concesso dalle composizioni concesse dalle situazioni atmosferiche . Appare coerente  l’inserimento dei predetti contenuto in una forma espressiva di arte contemporanea.

Arte-moderna-e-contemporanea                                                I soggetti fotografici                                                          quadri-di arte-moderna-contemporanea

Questa estetica contemporanea è composta da una infinità di oggetti di scarto quali: vecchie sedie rotte, cestini, lampade, elettrodomestici vari, tessuti, scarponi, plastica, legno, ceramiche, corredati da una infinità di colori. Il tutto assemblato involontariamente dall’uomo o dalle situazioni atmosferiche. Sono composizioni soggette a ricevere una moltitudine di denominazioni ; composizioni-contemporanee, ambientali, di periferia, atmosferiche, urbane, ma tutte confluiscono in un realismo- contemporaneo. I riferimenti con l’evoluzione dell’arte sono automaticamente collegati al realismo-ottocentesco con soggetti e tematiche della realtà quotidiana attraverso le sofferenze degli uomini e delle donne vittime dalle ingiustizie sociali a differenza del nostro realismo che con attitudini metafisiche esclude completamente la presenza della figura umana. Il risultato è racchiuso in una nuova iconografia della realtà contemporanea con la fusione della composizione con l’urbanizzazione di appartenenza. La composizione individuata sarà ripresa nella sua naturale collocazione e arricchita con ulteriori elementi necessari per dare il proprio contributo a completare la storia visiva del territorio urbano  di appartenenza. La metodologia operativa si svilupperà in itinere attraverso la ricerca di composizioni da inserire a poco a poco nel ciclo creativo.

. In riferimento al progetto di arte visiva inerente alla fotografia- contemporanea denominata realismo-contemporaneo attualmente sono state realizzate quattro esposizioni in corrispondenza di altrettanti workshop;

1st creative workshop contemporary realism

laboratorio di arte creativa - progetto denominato "Realismo contemporaneo"

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2nd creative workshop contemporary realism

laboratorio di arte creativa - progetto denominato "Realismo contemporaneo"

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3rd creative workshop contemporary realism

laboratorio di arte creativa denominato "Realismo contemporaneo"

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4th creative workshop contemporary realism

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progetto mostra-di-fotografia-contemporanea con il fotodinamismo-futurista

PROGETTO ESPOSITIVO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

IL FOTODINAMISMO FUTURISTA

 

PREMESSA
Personalmente consideriamo il Fotodinamismo di Bragaglia di una estrema contemporaneità per una nuova visione della realtà che sfugge alla percezione del nostro occhio.E’ un diverso modo di puntare l’obiettivo fotografico sulla realtà. Il contributo del fotodinamismo che ha ricevuto l’evoluzione espressiva della produzione fotografica è stato senza ombra di dubbio notevole. E’ da diversi anni che condividiamo un particolare entusiasmo per la ricerca di Bragaglia e lo consideriamo indispensabile per procedere a sperimentare il dinamismo in un progetto espositivo di fotografia futurista.

Realizzazione 

L’obiettivo quindi, è di sviluppare solo con l’ausilio della macchina digitale, cioè senza nessun’altra manipolazione, visioni alterate della realtà. Estrapolare dal reale, scenari veri che sfuggono alla percezione del nostro occhio perché sconnessi, scorretti, accavallati ma appartenenti legittimamente al reale. L’intero progetto di fotodinamismo futurista viene suddiviso in tre esposizioni:Fotodinamismo Urbano / Fotodinamismo Rosa FotodinamismoUniversale.

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Parte del progetto è stato esposto in diversi spazi espositivi riscontrando sostanziali apprezzamenti.

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La rappresentazione multipla della traiettoria del movimento riesce a sviluppare una alternanza di piani che intersecandosi con ulteriori superfici stabiliscono contemporaneamente una forza dinamica e una notevole valenza cromatica.

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Tecnica fotografica

In primo piano viene inserito il movimento del soggetto in movimento, in particolare risulta determinante immortalare il moltiplicarsi della sagoma in diverse successioni. Creare in un’unica immagine una sorte di collage di tanti fotogrammi rende attuabile un dinamismo iconografico. Il procedimento tecnico, precedentemente programmato, tende a sviluppare le alterazioni desiderate con un equilibrato rapporto luce-tempo di esposizione che necessariamente deve tendere a sviluppare immagini veloci indirizzate su diversi e alterni punti di vista. La composizione per possedere un giusto equilibrio deve necessariamente racchiudere una omogenea simmetria. L’inquadratura deve essere divisa, da un angolo a quello opposto dalle diagonali, mentre le linee verticali e orizzontali sovrapposte creano numerosi rettangoli irregolari.

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Inoltre le rette verticali contribuiscono ad innalzare la composizione che può essere ulteriormente aumentata in una posizione di estreme veduta dal basso, mentre la stabilità viene trasmessa dalle rette orizzontali. Una ottimale percentuale di valore estetico può essere raggiunto dalla profondità che viene evidenziata dalle linee proiettate in un  punto di vista che eccezionalmente per raggiungere un desiderato effetto di sovrapposizione viene affiancato ad altri punti convergenti. L’oscillazione dello scatto fra i diversi punti riuscirà con diversi tentativi a creare con la sovrapposizione una moltiplicazione di tutte le linee; verticali, orizzontali ed oblique.

 

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arte contemporanea descrizione Nuraghe Contemporanee

Le Nuraghe contemporanee

Premessa

Sintesi della esposizione di arte  digitale, denominata Nuraghe Contemporanee  e allestita presso il F.R.A.C. Fondo Regionale Arte Contemporanea di Baronissi (SA). In mostra all’incirca una trentina di opere di grande e medio formato appartenenti all’omonimo ciclo di cui e stato dato vita a partire dal 2004. Il  ciclo è articolato attraverso diverse composizioni di un’iconografia urbana quella dei cosiddetti cimiteri delle auto, che ridotte a carcasse finiscono accatastate in senso piramidale. Per diverse ragioni il pensiero creativo è rivolto verso l’enigma funzionale delle Nuraghe Megalitiche che consideriamo i primi monumenti metafisici. Inoltre la concreta possibilità di definire Le Nuraghe luoghi di sepoltura contribuisce fortemente a creare un’atmosfera inserita in una dimensione artistica tipicamente metafisica. Una simile atmosfera si diffonde anche nelle autodemolizioni o per meglio definirle con un termine metafisico “il cimitero delle auto”. Nella scena il vero protagonista è la solitudine che serpeggia tra le carcasse di vecchie auto demolite che fino a qualche anno fa popolavano le città. La poca luce viene scandita da qualche spazio che involontariamente si è creato nell’unire le auto demolite.Gli abitacoli delle auto custodiscono con una tombale gelosia una infinità di ricordi;  amori, confessioni, sesso, tradimenti,violenze,…….

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Tecnica operativa di arte digitale

 Nella realizzazione pratica il percorso operativo ha sviluppato un doppio risultato finale: pannelli digitali ovvero fotocomposti e tecnica mista. Per il pannello la realizzazione è completamente digitale.Nella tecnica mista la struttura iniziale è costituita da una impostazione fotografica in bianco-nero su un supporto telato. Successivamente subentra l’intervento cromatico, con i colori a olio, che programmato precedentemente deve penetrare con violenza calibrata la materia.Il filo conduttore che unifica le due realizzazioni è l’essenza metafisica dei contenuti che gradualmente deve suscitare un’inquietudine, una sottile e gelida angoscia e deve regnare un unico protagonista indiscusso:la solitudine.

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 Riscontro

Complessivamente si evidenzia una concreta corrispondenza della effettiva realizzazione dell’evento con la precedente programmazione. L’obiettivo principale di sviluppare, nell’ osservatore, la funzione percettiva del messaggio espressivo,attivando successivamente  le capacità di critica e di riflessione è stato pienamente raggiunto.L’elemento costante che ha contribuito a rafforzare la coerenza espressiva è stato l’equilibrio compositivo che risulta essere presente in ogni opera esposta. Consequenzialmente i lavori esposti non risultano fine a se stessi ma tutti insieme si ramificano creando, attraverso un comune collante un processo estetico-espressivo di arte contemporanea.

Analisi critica-artistica

 Il profilo critico,inserito nel catalogo è stato curato dalla prof.ssa Ada Patrizia Fiorillo, titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporane Università degli studi di Ferrara. La direzione Artistica del centro F.R.A.C. di Baronissi (SA) è diretta dal prof. Massimo Bignardi titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia e la Scuola di Specializzazione in Storia dell’Arte dell’Università di Siena.

Nuraghe Contemporanee

Paesaggi della mente

Ada Patrizia Fiorillo

Da un paio di anni Pasquale Petrucci lavora ad un ciclo, cui ha dato il titolo di “Nuraghe contemporanee”, per il quale, quasi ossessivamente, fa ricorso all’ immagine di un’iconografia urbana, quella dei cosiddetti cimiteri delle auto, che, ridotte a carcasse, finiscono, accatastate, con l’occupare spazi periferici della città, pur sempre appartenenti alla geografia dello sguardo. Sono composizioni che direi formulate alla luce di una dislocazione temporale: immagini, in sostanza, che l’artista ha memorizzato, restituendole con la presa di una fissità fotografica, secondo la prospettiva di una rigida composizione, col pensiero rivolto, evidentemente, a quelle case-fortezza di antichissima origine, costruite con mattoni troncoconici di pietra.

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Nuraghe contemporanee, per l’appunto, sul cui taglio di immobilità interviene la fascinazione del lessico e degli impaginati propri alla corrente della metafisica che l’artista richiama sovente in svariate testimonianze, come dettato-guida del proprio percorso creativo. Salvo poi a dover rilevare che le sue composizioni sono il frutto di studiate manipolazioni digitali. In sostanza, a precisare quanto sostenevo innanzi, l’artista lavora sul filo di un tempo duplice che lo spinge all’ indietro, a riconsiderare il messaggio dechirichiano, fino ad assumerlo come motivo conduttore di questi dipinti, ed al tempo stesso in avanti, giungendo a tali narrazioni attraverso le più recenti pratiche di elaborazione “virtuale”. Nulla di strano del resto, dal momento che si tratta per una parte del contenuto e per l’altro della forma. Io sarei tentata pertanto, con l’occhio della distanza, vale a dire del non coinvolgimento diretto, a rileggere l’esperienza creativa di Petrucci fuori dall’inquadramento in una poetica i cui richiami appaiono labili ed anche un po’ rischiosi, come a dire occlusivi, per l’attualità della sua ricerca. Collocando cioè la “pittura metafisica” per l’artista a livello di suggestione, giacché l’incanto di quella stagione, delle motivazioni che l’avevano generata nella stessa resa dei mezzi espressivi con i quali cercava di penetrare il mistero del reale, appaiono oggi di certo irripetibili, direi che va scorta, al contrario, nei suoi dipinti un’originale capacità di rapportarsi al quotidiano, di coglierne attraverso un’immagine prescelta, l’inquietudine, il disagio, le tensioni che accompagnano non solo la propria, ma una moltitudine di esistenze. In qualche modo Petrucci rivolge la propria attenzione ad un “paesaggio” che il XX secolo ci ha restituito come immagine tecnologica ed urbana, concentrandosi su un frammento di esso, nel quadro di una più generale indeterminatezza che vuole ormai, fino ai nostri giorni, completamente disgregata la possibilità di disegnare del reale un’immagine unitaria o quanto meno coerente allo sviluppo della storia umana. Forse è proprio rispetto a questo stato di coscienza, radicalizzata nella percezione soggettiva dello scenario nel quale siamo immersi, a doversi leggere l’inclinazione dell’artista alla ripetizione del soggetto iconico assunto, quasi una forma di coazione, favorita dall’ uso stesso del mezzo espressivo. Si è detto infatti che Petrucci ha scelto il linguaggio della “medialità” come tecnica prevalente di queste creazioni che assurgono al valore di pittura,sia che si tratti di quelle tecniche miste, ottenute dall’amalgama di fotografia e colori ad olio, sia di quelle che lui chiama “fotocomposizioni” risultanti dall’applicazione della sola pratica digitale.

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Una scelta quest’ultima non casuale, da leggersi come valore aggiunto alla necessità di comunicare. Rimangono infatti centrali ed anche più icastiche in questo percorso opere quali Composizione NV 033, Elemento modulare viola, Equilibrio rosso, Clessidra, Fuego tutte del 2005, dove appunto l’artista gioca sull’interferenza della modulazione cromatica come elemento fondante della composizione che accoglie e distribuisce secondo svariate prospettive formali il medesimo soggetto (le auto demolite) seguendo ora la svettanza di precari equilibri verticali, ora la perpendicolarità di una linea orizzontale, fino all’accumulo (l’attrazione ascetica della montagna) o alla saturazione della pagina come in Fuego.

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Un’opera quest’ultima tra le più intriganti del ciclo, dove il soggetto si fa segno-scrittura, simbolo, assunto oltre il valore decorativo, quale tramite al disegno di uno scenario impenetrabile. Si tratta di paesaggi della mente, sui quali, ad acuire la percezione dell’artefatto, interviene la luce fredda del monitor, uniformante pur nella variazione delle stesure cromatiche. Campiture nette di rossi e neri, di verdi e blu, di grigi e blu, di gialli e rossi, artatamente studiati nel dosaggio di tinte e di toni. Soni i medesimi colori che, animati,ricompaiono nelle tecniche miste dove Petrucci si avvale dei pennelli, per riempire con la corposità dell’olio, vuoti ed interstizi creatisi nella registrazione fotografica del soggetto.Concettualmente la fuga da un possibile horror vacui si lega ad una variazione tecnica che ripropone per questi “paesaggi” l’esercizio della pittura dal quale l’artista è partito e che non ha mai tralasciato, al punto da recuperarlo, con maggiore evidenza, nelle ultime opere anch’esse inserite in questa serie. Esperienze nate dall’interazione tra linguaggi, forse tramite di nuovi sviluppi. Va da sé pertanto che questa pittura di geometrie solide e vivacemente colorate, di corpi vuoti e di armonie alluse (la ricorrente tromba), rompe il silenzio dal quale erano partite le inquietanti “nuraghe”.

prof.ssa Ada Patrizia Fiorillo