La Fotografia e l’Arte Contemporanea

LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

 PREMESSA

fotografia contemporanea
Atelier Contemporary Art

In diverse fotografie contemporanee riesco a rilevare diversi valori espressivi dell’arte contemporanea novecentesca perché posseggono la stessa struttura visiva dei principali movimenti artistici. Dall’ impressionismo in poi l’elemento di  fusione con  maggiore determinazione è senz’altro l’essenza di concettualismo che è stato definito anagraficamente negli anni sessanta-settanta ma concretamente è  emerso in tanta produzione artistica pre-concettuale e post-concettuale. L’ essenza concettuale dell’espressionismo fotografico si completa quando l’immagine attraverso la struttura compositiva riesce a trasmettere sensazioni ed emozioni. Forse è necessario ricordare che l’arte concettuale ridimensiona notevolmente la forma e la tecnica per dare spazio al concetto che può essere rappresentato con qualsiasi linguaggio espressivo, compreso la fotografia che anche con questa funzione è senz’altro contemporanea. Ultimamente l’interesse della critica d’arte e anche dei mercati è cresciuto a dismisura tanto è vero che la direttrice artistica al Victoria / Albert Musem di londra e del County Museum di Los Angeles la dottoressa Charlotte Cotton ha riscontrato la necessità di pubblicare un saggio denominato “La Fotografia come arte contemporanea” che ben presto è diventato un indispensabile punto di riferimento  per l’intero settore culturale – contemporaneo. Condivido la strategia didattica inserita nel libro che opportunamente segnala l’apprezzamento dell’opera fotografica dal vivo attraverso le visite ai diversi spazi espositivi laddove la contemplazione visiva dell’osservatore risulta essere spontanea ma soprattutto libera da eventuali condizionamenti che potrebbe trasmettere una qualsiasi illustrazione cartacea corredata da una indicazione critica.

LA CONCETTUALITA’ E LA REALTA’ NELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEArealismo contemporaneo

 Ormai diamo per certo che la fotografia occupa una prestigiosa posizione nel linguaggio visivo dell’arte contemporanea. Ed è superfluo affermare il concetto che l’immagine fotografica non debba necessariamente essere fedele del reale, ma mantenendo una essenza concettuale, deve essere interpretata. La fotografia contemporanea riuscendo ad identificare la sua essenza concettuale evidenzia perfettamente la sua identità contemporanea, risulta comunque chiarire che il concettuale fotografico non può mai essere completamente dematerializzato perché il legame con la realtà anche se interpretata embrionalmente resta. Premesso che le possibilità offerte dalla tecnologia digitale permettono diverse entità di manipolazione ma l’alterazione eccessiva, rende fragile la comprensione concettuale perché l’eccesso frantuma o annulla ogni legame con il reale. Consequenzialmente quando più limitata è la manipolazione tecnica della macchina fotografica maggiore risulta il legame concetto-reale. Poi bisogna prestare la massima attenzione per ben definire il confine tra la fotografia e l’arte digitale. L’aspetto concettuale contribuisce ad alimentare costantemente la ricerca espressiva dell’artista  che abbandonando schemi prestabiliti attraverso una continua sperimentazione concretizza un crescente espressionismo fotografico che ha il suo avvio dal punto di vista dell’artista – fotografo. Il risultato è racchiuso in una contemporanea realizzazione libera da schemi accademici, senza improvvisazioni e ancorata ad un percorso progettuale con l’obiettivo di suscitare interesse ed emozioni attraverso diverse tematiche; storiche- sociali – culturali – ambientali –giovanili – politiche – immigratorie – energetiche –populiste – europeiste –  religiose – alimentari –

 LA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA : NON SOLO CONCETTUALE MA ANCHE NOVECENTESCA

 Assistiti da una imparziale analisi dei maggiori linguaggi espressivi delle prime avanguardie artistiche, sarà possibile verificare i legami della fotografia contemporanea con le correnti artistiche del primo decennio del novecento che senza ombra di dubbio restano alla base di quella che sarà successivamente il periodo moderno per poi completarsi con l’attuale epoca culturale contemporanea. E’ doveroso specificare che l’evidenzia dei legami tra la fotografia e le correnti artistiche sarà effettuata attraverso la realizzazione di tematiche appartenenti alla movimento artistico – culturale preso in considerazione. Ultimando con una ulteriore chiarezza concretizzo l’esempio di quanto ho descritto con il mio status – artistico – contemporaneo ; io non sono e non voglio essere un fotografo, ma sono un artista che realizza progetti artistici –di pittura, scultura, perfomaces, istallazioni, arte digitale e di fotografia, e non condivido l’assurda rivalità che spesso leggo tra la fotografia e la pittura, così come condanno l’esclusione della fotografia nel filone delle arti figurative così come molto spesso continuo a rilevare da diverse parti.

 

LA FOTOGRAFIA DADAISTA

fotografia contemporanea
la-fotografia-artistica;

 L’antipittoricità e il felice rapporto tra tencologia e arte della filosofia espressiva duchampiana rendono quasi automatico il legame tra la fotografia e il dadaismo. La tesi di Duchamp viene estesa a tutti i dadaisti e in particolare da Picabia. La fotografia dadaista risulta essere fortemente consolidata attraverso numerose opere dadaiste, è doveroso ricordare quando Picabia raffigurò addirittura una macchina fotografica. Il legame Fotografia e dadaismo si concretizza ufficialmente con la grande invenzione dei ready mades elaborata personalmente da Duchamp nei primi decenni del novecento. Brevemente risulta piacevole sintetizzare i particolari dei ready mades nei seguenti punti; superamento della manualità – superamento del reale con una libera manipolazione – il senso concettuale dell’opera che deve essere gestita dell’intuizione dell’artista. Il forte legame Duchamp e la fotografia ha rafforzato l’inserimento del  linguaggio espressivo della fotografia nell’avventura delle arti d’avanguardia che restano le basi per il prosieguo prima della modernità e successivamente per la contemporaneità. Inoltre l’interesse del dadaismo fotografico per l’evoluzione tecnologica dell’immagine è prevalentemente storica con la determinazione del fotomontaggio che senza ombra di dubbio è da considerare la prima manipolazione di una immagine.

 

IL FOTODINAMISMO FUTURISTA

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Fotodinamismo 01
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Una veloce analisi del percorso storico della fotografia fa rilevare che le alterazioni delle immagini hanno sempre coinvolto gli artisti, già nella seconda metà dell’ottocento si rilevano numerose sperimentazioni che gradualmente riescono ad arrivare ad usare materiali chimici che offrono la possibilità di riprodurre il soggetto all’infinito. Il grande successo della  ritrattistica fotografica ebbe un notevole apprezzamento nel mercato delle arti visive che con un eccessivo ottimismo si accennò ad un nuovo classicismo figurativo. Successivamente fu legittimata la fotografia naturalistica con chiare attitudini pre- impressioniste.  Ma già con gli impressionisti avvenne la primissima manipolazione dell’immagine fotografica con semplici interventi; far oscillare lievemente il cavalletto prima dello scatto, oppure mettere davanti all’obiettivo sostanze oleose. Nei primi decenni del novecento si concretizza una ricerca visiva-dinamica  con il Fotodinamismo Futurista di Anton Giulio Bragaglia. Dall’America Alfred Stieglitz  capo del gurppo  Photo-Secession con l’ausilio di piccoli apparecchi portatili cercava con scatti violenti ed istantanei, di immortalare visioni cubiste presenti nella realtà. Successivamente i dadaisti iniziarono a manipolare l’immagine attraverso la camera oscura dando largo spazio al fotomontaggio e al collage, sviluppando la poetica della casualità. Le manipolazioni digitali poi appartengono alla attuale quotidianità.Tra le diverse ricerche sopraindicate il Fotodinamismo riesce a trasmettere maggiore interesse. In primo piano viene inserito il movimento del soggetto in movimento, in particolare risulta determinante immortalare il moltiplicarsi della sagoma in diverse successioni. Creare in un’unica immagine una sorte di collage di tanti fotogrammi rende attuabile un dinamismo iconografico. Ma la ricerca fotografica di Bragaglia non ebbe un particolare consenso forse perché la cinematografia rendeva meglio il concetto di movimento che era l’essenza del Futurismo,ma anche perché i futuristi tenevano la fotografia in poco o nessun conto (Exibart / I futuristi:contro la fotografia? Claudio Marra 10/04/09).Comunque la pubblicazione del libro scritto da Bragaglia, intitolato proprio “Fotodinamismo Futurista” scatenò un definitivo rinnego della teoria di Anton Giulio all’interno del movimento futurista. Scrive il pittore Boccioni a Sporvieri, direttore della galleria romana di via del Tritone impegnato nell’allestimento di una mostra futurista: “Mi raccomando, te lo scrivo a nome degli amici futuristi, escludi qualsiasi contatto con la fotodinamica del Bragaglia…” Personalmente considero il Fotodinamismo di Bragaglia di una estrema contemporaneità per una nuova visione della realtà che sfugge alla percezione del nostro occhio. E’ un diverso modo di puntare l’obiettivo fotografico sulla realtà. Il contributo che ha ricevuto l’evoluzione espressiva della produzione fotografica è stato senza ombra di dubbio notevole. E’ da diversi anni che considero l’entusiasmo della ricerca di Bragaglia una chiara sollecitazione ad approfondire la sperimentazione del dinamismo nel prodotto fotografico. La rappresentazione multipla della traiettoria del movimento riesce a sviluppare una alternanza di piani che intersecandosi con ulteriori superfici stabiliscono contemporaneamente una forza dinamica e una notevole valenza cromatica.

LA STORYTTELLING di Anton Giulio Bragaglia

https://fotodinamismo.wordpress.com/2017/06/17/fotodinamismo/

Progetto realizzato ;

https://www.ateliercontemporaryart.com/il-fotodinamismo-futurista-2/

 

laboratorio creativo di arte contemporanea con articoli-mostre-anche di fotografie-moderne-contemporanee
www.ateliercontemporaryart.com

La Fotografia Informale

Il quarto workshop del progetto fotografico denominato “realismo contemporaneo” è diventato di tipo informale-materico. Sono state fotografate i residui cromatici di vecchi graffiti metropolitani che sono risultati  invecchiati con interventi-espressivi-visivi di diverse tematiche, sbianchiti e in parte cancellati con colori sbiaditi, spenti, in parte scoloriti, per poi essere ricoperti da altri graffiti che l’usura del tempo ha di nuovo scoloriti, ma con la presenza di  una iconografia informale-materica. Il prodotto fotografico raccolto fa rilevare  l’annullamento di una qualsiasi forma o sagoma prestabilita e la liberalizzazione. Il tutto riesce a trasportare la memoria visiva ai capolavori della pittura informale. Infatti tecnicamente sono interventi cromatici con segni che non delineano un confine con il restante residuo cromatico, contribuendo a potenziare immagini libere di spaziare in un contesto metropolitano. L’intero progetto è pubblicato sul mio sito di studio di arte, all’indirizzo;

https://www.ateliercontemporaryart.com/esposizione-la-fotografia-informale/

Pasquale Petrucci